CENTRO STUDI E RICERCHE SULLA CIVILTA' APPENNINICA

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STORIA

Da un incontro casuale tra il prof. Vittorio Dini e l'allora giovane amministratore comunale Giancarlo Renzi, nacque circa 30 anni fa il A.I.S.R.C.A. Questo progetto nacque dall'esigenza di approfondire gli studi sulla civiltà appenninica e riportare con essa un po' di luce a quella montagna che conosceva in quegli anni, ancora una forte emigrazione. Le problematiche che si presentavano al cospetto ero complesse e numerose, ma per iniziare occorreva individuare, come riconsegnare all'uomo disarmato della montagna una sua funzione, che doveva essere culturale e di recupero per riconsegnare dignità al montanaro. Nel disegno di scavo e di "memorizzazione" che risultò essere di fondamentale importanza per dare un volto alla ricerca, c'era la sfida nuova per un "riscatto" storico dell'uomo che non ha storia, perché la sua subalternità è stata semplicemente risolta come funzione alla cultura elitaria, la quale aveva codificato in maniera continuativa e scultorea le stagioni dell'"uomo che conta". L' 8 aprile del 1975 si realizzò a Sestino, il primo incontro/dibattito con insegnanti, genitori, studenti, amministratori, cittadini, sul tema: "Territorio e beni culturali. Ipotesi di recupero". Nel periodo successivo il centro studi matura l'idea di "istituzionalizzare" un progetto e quindi attraverso finanziamenti creare un archivio rappresentativo dell'area interregionale a cavaliere tra Toscana, Marche, Emilia Romagna e Umbria, in modo, così di essere volano e parte integrante dei programmi culturali delle varie amministrazioni. L'obbiettivo che si andava definendo all'interno dell'Istituto, era quello di creare un centro studi che sapesse tramandare alle future generazioni di studiosi una predisposta sistemazione di materiali di studio, con lo scopo ultimo incentrato non soltanto nel recupero di una identità storico-sociale della civiltà locale, ma di centro permanente si cultura, di promozione e di identità sociale, con una partecipazione continuativa all'autogestione di tutti i problemi essenziali. All'inizio del 1978, dopo anni di intenso lavoro, l'incontro che si svolse a Sestino, vide avanzare le prospettive del centro studi, proposto come centro "pilota" in Italia ed in Europa che realizzasse analisi socio-culturali, consentendo così, di fare il punto storico sul passato per recuperare i valori della culture subalterne, in una stagione in cui esse sopravvivono unicamente, a livello di frammenti archeologici orali, caduchi perché legati alla fragile sopravvivenza degli anziani. L' A.I.S.R.C.A, fu in grado di realizzare ottimi lavori, con la collaborazione curiosa e impegnata di numerosissime persone e sensibilizzando istituzioni, scuole sul tema si fece volano di iniziative culturali che fecero di Sestino un centro di dibattiti di rilevante importanza, facendo confluire, sulla cima dell'Appennino centrale, docenti universitari, parlamentari, sindaci, centrando così in parte l'obbiettivo della valorizzazione e rinascita dell'uomo montanaro. Lo spirito che animava i protagonisti era dato dal comune impegno verso l'uomo, verso le culture umili, verso una umanità, quella della montagna che più di altri ha dovuto subire nel tempo difficoltà esistenziali.