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STORIA
L'attuale Antiquarium Nazionale di Sestino, diviene "Antiquarium Regio" già nel
1932, grazie soprattutto alla meritevole opera del soprintendente A. Minto. A
livello locale sono considerevoli le realizzazioni progettistiche da parte del
geometra Attilio Berni che ha immaginato la struttura museale adiacente all'
Arcipretura di San Pancrazio. Anche la Curia, all'epoca rappresentata in maniera
illustre dall'allora parroco Don Damiano Olivoni, ebbe un ruolo di primo ordine
per la realizzazione del "sogno". Il Comune di Sestino e la Soprintendenza
provvidero al finanziamento del progetto. Un opera collettiva, in grado di
coinvolgere interamente sia la popolazione che le sue istituzioni, tanto è vero,
che la gran parte delle opere che verranno disposte all'interno della struttura
furono doni di privati e di appartenenti alla curia.
Lesionato gravemente dalle vicende belliche, il museo è costretto alla chiusura
forzata per almeno vent'anni. Intorno agli anni Ottanta, l'Amministrazione Comunale
per ridonare splendore ai ritrovamenti esposti, tanto cari ai sestinati, mise a
disposizione la Scuola Elementare come nuova sede espositiva, così il 17 Settembre
1982 venne inaugurata la nuova sede del museo sestinate alla presenza dell'allora
Ministro dei Beni Culturali, Gullotti Antonino e dell'illustrissimo storico,
etruscologo e studioso di storia romana Pericle Ducati. Nel 1983 gli venne conferito
il nome di "Antiquarium Nazionale". Negli anni seguenti il Genio Civile rimise in
pristino la vecchia struttura che venne inaugurata nell'anno 1997 ed attualmente
ospita la sezione epigrafica sestinate. Nel 2003, attraverso l'adeguamento e la
ristrutturazione della Ex-Palestra Comunale, nell'ottica del progetto "Sestino
Città Museo" è stata inaugurata la nuova sezione statuaria in cui spicca, il fiore
all'occhiello dell'archeologia sestinate, il tempietto augusteo, splendidamente
ricostruito.
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