PIEVE DI SAN PANCRAZIO

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VIA CRUCIS IN BRONZO
di Sergio Solucci (Giubileo 2000)

Formelle in bronzo collocate sui muri adiacenti la Via delle Terme Romane a Sestino.

La genuina spontaneità artistica di Sergio Salucci è ormai riconosciuta da tutti e può essere totalmente confermata in un'attenta osservazione delle sue opere pittoriche scultoree. Il suo cammino nell'arte, partito da semplice autodidatta con la sincera passione per la pittura e la scultura, lo ha portato recentemente ad interpretare e ad esaltare certi temi dominanti della coscienza collettiva e non di quelli più intimamente legati alle sue preferenze, alla sua soggettività. Commissionato dal Consiglio Parrocchiale di Sestino di creare un' opera per il Giubileo del secondo millennio cristiano, egli ha pensato a dei bassorilievi scultorei che raccontassero la "VIA CRUCIS". L'artista, allora, mondandosi di ogni sbavatura retorica, si è affidato alla linea semplice del linguaggio, immedesimandosi nelle storie del Calvario per raccontare di un'innocenza imprigionata e derisa, dell'uomo di pena, sfigurato dai nostri delitti, il Messia stupefacente annunciato da Isaia che si appresta al sacrificio della croce per redimere gli uomini dal peccato. Il racconto che il Salucci ci fa non è per immagini reali, ma si avvale di simbologie, di surreale, espressioni queste che possono contenere in sé concetti contrari ma pur tuttavia s'incontrano e si fondano in sapiente mescolanza; un'amalgama di idee e di tecnica voluta e pensata dall'artista consapevole fino in fondo del proprio gesto creativo. Il tutto rivolto ad interpretare e ad esaltare il tema dominante della coscienza collettiva, rovistando nel suo "io" tutto ciò che egli poteva rivelare del Dio del Vangelo. Nel suo complesso, l'opera vede un Cristo in agonia fino alla fine del mondo, pur senza mettere in dubbio la Resurrezione annunciata. C'è quindi la presenza rigorosa della pace evangelica ma anche il patos della tragedia che sta per compiersi. Siamo di fronte ad un racconto genuino e fedele degli eventi che provoca sensazioni umane e una forte compartecipazione fra artista e pubblico. Del resto questo è giusto e doveroso, perché l'arte, espressione di un singolo, deve essere sempre rivolta al più gran numero di persone che, interessate a questa espressione dell'uomo, giudichino autonomamente e aiutino o sconsiglino il proseguimento di un'attività che abbia come fine la sola speranza di raggiungere la notorietà. Non è questo il caso, perché il concetto di Sergio Salucci è aperto al suo pubblico, anzi è a disposizione della massa al solo scopo di esaltare, così come nell'opera ha fatto, le nostre coscienze sopite.

Ruggeri Prof. Ruggero

Sergio Salucci
Pittore e scultore, è nato a Sassocorvaro (PU) nel 1949, dove risiede e svolge la sua attività artistica. Partecipa da anni a Mostre d'Arte Contemporanea, collezionando Personali e collettive nelle maggiori città. Autodidatta, ha frequentato alcuni Maestri contemporanei; è spesso invitato a Manifestazioni artistiche che si svolgono in ogni parte d'Italia. Sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private in Italia e all'estero.