RISERVA NATURALE DEL SASSO DI SIMONE

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Casa Barboni


Torre di Monteromano


Castello di Fusegno
 
I SENTIERI NEL VERDE

Il Sasso di Simone, galleggiando sopra una spessa coltre argillosa è giunto sulle vette dell'Appennino "emigrando", in epoche remotissime, dal mar Tirreno, dove si era formato. Si può accedere alla Riserva Naturale, e quindi al Sasso di Simone, attraverso numerosi sentieri di facile percorribilità, partendo dai centri che fungono da porte di ingresso. Da Casa Barboni, il sentiero offre l'emozione di camminare su creste di calanchi, dalle terre vari colori offrono squarci di un "orrido" paesaggio lunare, per la spettacolarità delle forme e le tonalità dei colori. Da Casa del Re si possono percorrere due sentieri: uno che costeggia il corso del fiume Seminico, lungo il quale, su pareti scoscese, è possibile "leggere" la tormentata storia orogenetica delle nostre montagne; l'altro sentiero, conduce il turista attraverso immensi prati ricchi di essenze flogistiche, di piante rare, e in primavera del prelibato fungo "prugnòlo". Con tempi di percorrenza più impegnativi si può seguire il percorso: Sestino-Monteromano-Torre di Monteromano-Sasso di Simone, questo percorso oltre all'interesse naturalistico, offre la possibilità di ammirare l'eccezionale torre cilindrica di epoca bizantina, che domina l'orizzonte dell'Alto Foglia e che s'innalza tra le vestigia di un antico castello. Altro itinerario di accesso alla Riserva, forse il più impegnativo, è quello che partendo da Monterone, segue la direzione Fusegno-Sasso di Simone; lungo il percorso è possibile ammirare gran parte degli elementi di pregio dell'area della Riserva e oltre alle bellezze naturali e del territorio è possibile, attraverso tratti ben conservati di antiche vie lastricate, osservare i resti di antichi siti fortificati, come il Castello di Fusegno, antico castello feudale diroccato. La Riserva Naturale del Sasso di Simone è dotata di un ecosistema naturale di eccezionale interesse. Larghe distese di prati, che sono ottimo pascolo per le "chianine" all'alpeggio, lasciano il posto ad una estesa cerreta e a campioni arborei variegati: sempreverdi come il pungitopo e l'agrifoglio, faggi, noccioli, il pero montano, le rare specie dell'oppio, il ciavardello, l'acero riccio, il Ribes alpinum, ecc. Tra il ricco mondo degli arbusti ricordiamo: il biancospino, il pruno, la rosa canina, le "berrette da prete", ecc. Molte e rare specie erbacee tra le quali meritano di essere menzionate: il fiordaliso montano, le anemoni, la verga d'oro, il ciclamino napoletano, il Lilium croceum, e altri.