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STORIA
UBICAZIONE: Vicolo Cavallini n.1;
TIPOLOGIA ORIGINARIA: Sec. XX, pianta a U con 3 ordini di palchi senza setti divisori;
STATO ATTUALE: Completamente funzionante;
DATI TECNICI: Boccascena larga m 6.50 e alta m 4.50; Palcoscenico larghezza m 11, profondità m 4; Platea larghezza m 7, profondità m 10.
Agli inizi del '900 la Società Filarmonica Drammatica di Sestino, composta da
52 soci fra i quali il Comune, fece costruire, su progetto del locale maestro
Pilade Cavallini, il teatro "Giuseppe Verdi" che poi in seguito sarà dedicato
allo stesso Pilade Cavallini, utilizzando un prestito della Banca
del Credito Alto Foglia. Dalla descrizione contenuta in una polizza assicurativa
del 1939 sappiamo che il teatro era a due piani, costruito in una solida muratura
e coperto da un tetto a tegole su armatura in legno; presentava una sala ad U con
tre ordini di palchi comunicanti tra di loro, senza tramezzi, tipo galleria.
Il pavimento della sala era in legno ed i palchi erano con struttura lignea
rivestita di stucco; decorati a stucco erano anche il soffitto della sala ed il
palcoscenico, in legno ed alto 1,30m rispetto alla platea.
Nell'agosto del 1935 il teatro venne chiuso a causa del tetto pericolante;
i lavori di riparazione furono probabilmente eseguiti dal Comune che, nel 1936,
divenne proprietario del locale, impegnandosi ad estinguere il debito contratto
con la banca, il Credito Alto Foglia, all'epoca della costruzione ed a concedere
la sala alla Filarmonica per le prove e le rappresentazioni.
Nel 1948-49 il presidente della Società Filarmonico-drammatica Angiolo Genga
chiese all'Amministrazione comunale la restituzione del teatro alla
Società, che in quel periodo aveva contratto un debito per la ricostruzione
urgente del muro divisorio dell'edificio teatrale con l'abitazione Corradi
- Baglioni. Il Comune, che avrebbe dovuto rimborsare tali spese e provvedere
ad altre riparazioni necessarie, con Delibera dell'aprile del 1950 decise di
restituire lo stabile alla Società che si sarebbe occupata a sue spese della
perfetta manutenzione del locale. Intorno agli anni 1955-57, venne completamente
ristrutturato su progetto dell'allora Geom.Spampinato Cristoforo: il pavimento,
i palchi ed il palcoscenico, in legno, vennero rifatti in cemento, e fu costruito
un nuovo soffitto in legno. Chiuso del 1982 perché in stato di completo abbandono,
su decisione della Filarmonica nel 1987 è tornato di proprietà del comune che ha
predisposto un progetto di restauro. Nel 1997, terminati gli ottimi lavori di
restauro, il teatro ha conosciuto una nuova primavera e con opere necessarie
di ammodernamento ha mantenuto al 99% le sue celebri caratteristiche: l'originaria
forma a U, i 3 ordini di palchi sono senza divisioni ed analogamente al loggione,
senza corridoio di distribuzione. La pavimentazione è stata realizzata interamente
in legno in ricordo della primordiale costruzione. Attualmente è gestito
dall'Assessorato alla Cultura del Comune che vi organizza varie manifestazioni e
lo concede in uso alle varie associazione per la realizzazioni di spettacoli.
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